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Fotografia di architettura

Fotografia di architettura: un settore spesso praticato da fotografi-architetti.

Storicamente, l'architettura e la fotografia sono spesso state legate. La fotografia dopo il disegno, infatti, è la principale forma di rappresentazione dell'architettura e dello spazio.

Ho studiato architettura alla Facoltà di Venezia e questo mi permette di avere un background importante per poter leggere un progetto e avere un rapporto di scambio dialettico con gli architetti.

Si vede ciò che si conosce e questo non vale certamente solo per la fotografia.

Il fotografo successivamente elabora un suo progetto visivo mediato dal linguaggio fotografico e dagli strumenti scelti per operare. Questo è importante perché riconosce una autonomia espressiva della fotografia di architettura indipendente dal pensiero progettuale dell'architetto e dalla omologazione visiva dell'opera. L'uso di banchi ottici, ottiche decentrabili (es. Nikon e Canon), fotocamere decentrabili (es. Silvestri) è fondamentale per il controllo prospettico, linee cadenti, ecc.

Ritengo che la correzione prospettica in post produzione (es. Photoshop) oltre che limitato, sia l'approccio sbagliato alla visione fotografica dello spazio e della prospettiva nell'architettura.

La luce ambiente con le sue innumerevoli variabili è un valore importante che il fotografo deve saper riconoscere e utilizzare con grande padronanza e sensibilità. La fotografia di architettura può avere un carattere progettuale e rigoroso nella rappresentazione o essere più sciolta e avere un carattere di reportage. In entrambe i casi va letta, capita e assimilata e vissuta fisicamente muovendosi per potersi collocare nello spazio per individuare il punto di ripresa.

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